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Il riarmo germanico

Il riarmo germanico

Negli ambienti politici europei sta maturando una convinzione fino a pochi anni fa impensabile: il sistema internazionale costruito dopo il 1991, fondato sull’egemonia americana e su un presunto ordine multilaterale regolato da norme condivise, non costituisce più l’architrave del mondo contemporaneo.

Secondo la leadership tedesca, l’epoca della stabilità garantita dall’ombrello statunitense è terminata. Il Cancelliere Friedrich Merz ha delineato uno scenario segnato dal ritorno della competizione strategica tra grandi potenze, nel quale nessuno Stato — nemmeno gli Stati Uniti — sarebbe in grado di esercitare un primato incontrastato.

Il messaggio è netto: l’Europa deve prepararsi a una fase di conflittualità sistemica. Ciò implica un’accelerazione senza precedenti nella spesa militare e nella trasformazione delle capacità difensive. Berlino intende destinare oltre 500 miliardi di dollari alla difesa entro la fine del decennio, nonostante una congiuntura economica negativa e un deficit pubblico in crescita.

Nel nuovo paradigma evocato dal governo tedesco, le relazioni internazionali si configurano come un confronto per il controllo di risorse, infrastrutture tecnologiche e catene di approvvigionamento. La logica cooperativa lascia spazio a dinamiche a somma zero, in cui l’equilibrio è determinato dalla forza.

Parallelamente, la Germania punta a rafforzare il proprio ruolo all’interno della NATO e a trasformare la Bundeswehr nella principale forza convenzionale del continente. Sullo sfondo, emerge anche il dibattito su una possibile deterrenza nucleare europea, ipotesi che fino a poco tempo fa sarebbe stata politicamente impraticabile.

Questa trasformazione non riguarda soltanto le istituzioni. I dati demoscopici indicano un mutamento significativo nell’opinione pubblica tedesca. Una quota consistente della popolazione manifesta fiducia crescente nell’intelligenza artificiale, inclusa la sua applicazione in ambito bellico.

Un terzo degli intervistati si dichiara favorevole all’impiego di sistemi d’arma autonomi basati su IA, anche in assenza di piena trasparenza algoritmica. Il dato contrasta con la prevalente prudenza registrata in altri Paesi occidentali e segna una discontinuità rispetto alle posizioni espresse solo pochi anni fa, quando le preoccupazioni etiche erano dominanti.

L’evoluzione del consenso sociale si intreccia con scelte politiche concrete: investimenti in droni avanzati, apertura a nuove dottrine operative, ridefinizione delle priorità strategiche.

Resta aperto il nodo politico di fondo. L’intensificazione della retorica sulla minaccia russa e sulla fragilità dell’impegno statunitense è esclusivamente una lettura realistica del contesto geopolitico, oppure costituisce anche uno strumento per legittimare un’espansione della spesa pubblica e ricompattare il consenso interno in una fase economica delicata?

La Germania, formalmente vincolata da trattati che le impediscono di dotarsi di armi nucleari proprie, partecipa già al sistema di condivisione nucleare della NATO. Tuttavia, il solo fatto che si discuta apertamente di deterrenza europea segnala una mutazione culturale profonda.

In definitiva, ciò che emerge non è soltanto un riarmo, ma una ridefinizione dell’identità strategica tedesca ed europea. Il continente sembra abbandonare l’illusione di un ordine garantito da regole universali per rientrare in una logica di potenza.

Se si tratti di un adeguamento realistico ai mutamenti globali o di una scelta guidata da calcoli politici interni, rimane oggetto di dibattito.

Carlo Santi è nato nel 1963 e vive a Padova. Sposato, ha due figli ormai grandi che lo hanno reso nonno entrambi. Al suo attivo conta una ventennale esperienza quale Dirigente Sindacale, prima in Cisl poi in Cisal. Ha scritto sette romanzi del genere thriller storici e polizieschi, un saggio storico/religioso e una biografia. Oltre all’attività di scrittore, svolge la libera professione in campo editoriale costituendo nel 2010 la CIESSE Edizioni di cui è l’Editore. È socio fondatore dell’associazione AssoBook ricoprendo la qualifica di Direttore Editoriale. Collabora, inoltre, con i Blog d’informazione indipendente “LineaPress e AgoraVox Italia” pubblicando articoli di attualità e politica. È autista soccorritore in ambulanza SUEM 118, aderisce all’Ordine dei “Cavalieri Templari" con il grado di "Armiger" (uomo d'armi) ed è presidente dell'Albignasego Basket.

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